La Consulta Comunale per le pari opportunità nasce dall’esperienza delle Consulte “donne” e “stranieri” per promuovere l’effettiva attuazione dei principi di uguaglianza e di parità tra i cittadini, sanciti dall’art. 3 della Costituzione(1) e delle direttive europee(2) che conferiscono alla Comunità poteri specifici per combattere la discriminazione per sesso, origine etnica o razziale, religione o credo, disabilità, età o orientamento sessuale.

La Consulta  attualmente è composta dai rappresentanti delle associazioni di solidarietà sociale, associazioni culturali, associazioni femminili e da tre cittadini (non appartenenti ad alcuna associazione) eletti  nel corso della prima seduta che hanno richiesto di partecipare, da due designati dal Sindaco e dagli Assessori alle Pari opportunità, alle Politiche sociali e alla Cultura.

Le finalità della Consulta sono:

  • favorire la più ampia partecipazione sociale di cittadini appartenenti a gruppi a rischio di discriminazione e un’equilibrata partecipazione di uomini e donne alla vita sociale.
  • sensibilizzare rispetto alle norme antidiscriminazione e supportare lo sviluppo di progetti a favore delle pari opportunità.
  • promuovere le pari opportunità, la ricchezza derivante dalla diversità e la consapevolezza delle discriminazioni in genere.

La Consulta con le sue iniziative si propone

  • di informare, stimolare la  riflessione, la discussione e il confronto attraverso manifestazioni ed eventi
  • di promuovere e sostenere la cittadinanza solidale, per far crescere la partecipazione e il senso di responsabilità dei cittadini.

La Consulta, istituita nel novembre 2009 con delibera del Consiglio comunale, ha iniziato la sua attività nel 2010 e si è soprattutto impegnata su iniziative di sensibilizzazione e formazione sui temi della parità uomo/donna, della disabilità e dell’integrazione con eventi rivolti al pubblico ed alle scuole, in stretta e proficua collaborazione con le associazioni del territorio.

Gli appuntamenti Storie di (dis)pari opportunità  e Vincere la paura, ricostruire la speranza già sperimentati dalla precedente “consulta donne” in occasione rispettivamente dell’8 marzo, Festa della donna  e del 25 novembre, Giornata mondiale contro violenza alle donne si sono arricchiti di contributi e temi nuovi costituendo un significativo momento di riflessione per la comunità cittadina, e non solo. L’attenzione, nei programmi futuri, sarà rivolta anche ad iniziative di  promozione della cultura di pace.

Parallelamente alla Consulta pari opportunità, grazie all’impegno profuso da molti, sono nate due realtà particolarmente feconde: la Rete locale contro la violenza alle donne per favorire la conoscenza e la collaborazione tra istituzioni, enti ed associazioni che operano in questo delicato settore e il Gruppo di lettura che si ritrova mensilmente in Biblioteca.

Due tasselli importanti delle politiche contro la discriminazione e per favorire l’integrazione sono la nascita dell’associazione Penelepe, attiva da alcuni anni, con donne italiane ed immigrate che settimanalmente si incontrano intorno ai telai per tessere stoffe e reciproca fiducia e il Tavolo di lavoro per l’accoglienza dei lavoratori stagionali, che ha visto protagonista la Caritas.


(1) Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

(2) Nel trattato di Amsterdam[420] è stata inserita una nuova disposizione al fine di rafforzare il principio di non discriminazione in stretto rapporto con le pari opportunità. Vi si stabilisce che il Consiglio può adottare tutti i provvedimenti ritenuti necessari per combattere qualsiasi forma di discriminazione fondata sul sesso, la razza o l’origine etnica, la religione o le credenze, la disabilità, l’età o l’orientamento sessuale. Grazie al suo programma di azione e di lotta contro tutte le discriminazioni (2001-2006) l’Unione europea incoraggia e affianca inoltre le azioni degli Stati membri volte a combattere qualsiasi forma di discriminazione.

Adottata nel dicembre 2000, la carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea comprende un capitolo intitolato “Parità” che riprende i principi di non discriminazione, parità tra uomini e donne, diversità culturale, religiosa e linguistica. Il capitolo affronta ugualmente il tema dei diritti dei bambini, degli anziani e dei disabili.