Piantina Valbe
FOTOGRAFIA: VALBE

Documentata fin dall’anno 1000, la “curtis” Saluzzo è marchesato d’origine aleramica già alla fine del 1100; quattordici marchesi si succedono alla guida del piccolo stato di confine, che mantiene, anche grazie ai legami politici e culturali con la vicina Francia, la propria autonomia politica giungendo perfino a contendere ai Savoia il predominio del Piemonte e la costruzione di uno stato regionale.

Il Marchesato di Saluzzo raggiunge la massima fortuna nel XV secolo, sotto i successivi governi di Ludovico I e Ludovico II, quando all’espansione economica e ad una crescente prosperità, garantite da un lungo periodo di pace interna ed esterna, corrisponde lo splendore delle arti e delle lettere. Nel 1511 ottiene dal papa Giulio II l’istituzione della Diocesi. In questi anni Saluzzo assume l’aspetto di una piccola capitale con il centro storico disteso a ventaglio sulla collina ed in origine racchiuso da una  duplice cerchia di mura ­- soluzioni urbanistiche di fine ‘400 conservate pressoché intatte fino ai giorni nostri.

Peraltro, già nel secolo successivo, inizia la decadenza: travolto dalla contesa francoimperiale, il piccolo stato è infine annesso al Ducato sabaudo (Trattato di Lione, 1601), nella cui storia da allora confluirà.

Nel ‘700 si assiste alla ripresa economica e demografica: la città si espande al piano e sotto il Regno di Sardegna è capoluogo di provincia. Durante la parentesi napoleonica (1796-1814) è annessa al regno francese nel Dipartimento della Stura; costituito il regno d’Italia, fu nominata capoluogo di circondario e sede di sottoprefettura.