L’Ufficio

L’archivio Storico del Comune di Saluzzo, situato al secondo piano dell’edificio storico detto “La Castiglia”, si divide in due sezioni: la prima, quella più antica, comprende documentazione dal 1299 (data del documento più antico conservato in Comune) al 1882 circa (935 mazzi), la seconda da questa data al 1953 (1683 mazzi). Per la prima parte, organizzata in 74 categorie, corrispondenti ad argomenti o a serie documentarie, disponiamo di un repertorio di fine Ottocento ad opera di Felice Anfossi, organizzato per materie ed estremamente analitico, e dell’inventario redatto da Piero Camilla nel 1991 (pubblicato nel 1991 con titolo “Archivio Storico Comune di Saluzzo – Inventario-regesto 1297-1882”). Questa sezione più antica, che riprende la sistemazione data all’archivio da Delfino Muletti, archivista del comune nei primi anni dell’800 e importante storico locale, è stata integrata con materiale documentario ritrovato di recente: l’inventario è stato poi informatizzato, realizzando così un sistema di ricerca più completo e veloce a disposizione dell’utenza. Per la seconda parte è disponibile invece un inventario organizzato secondo le 15 categorie della circolare Astengo del 1897.
E’ consultabile anche, presso la sala studio dell’Archivio Storico, la documentazione appartenente all’Archivio di deposito, che va dalla metà del ‘900 circa fino al 2000.

Archivio Storico Antico (1299-1882 circa) – Asacs

Attraverso la documentazione qui conservata è possibile seguire tutte le tappe fondamentali della storia della città di Saluzzo: la nascita del comune, i rapporti fra la famiglia marchionale e la comunità locale, il dominio dei re di Francia, la scomparsa del marchesato e il passaggio al ducato dei Savoia col Trattato di Lione nel 1601, la dominazione francese con Napoleone, il ritorno del potere sabaudo, l’annessione al Regno d’Italia. Si tratta di un archivio molto ricco e denso di valore storico e culturale, a cominciare dalle numerosissime pergamene contenenti, per esempio, privilegi e franchigie concessi dalla stirpe marchionale agli uomini e donne del Comune: il documento più antico risale al 1299 e testimonia appunto l’affrancamento da vari tributi ed obblighi concesso ai Saluzzesi dal marchese Manfredo IV. Questo atto testimonia inequivocabilmente come il Comune si sia ormai affermato di fronte al marchese, il quale si spoglia di parte dei suoi diritti signorili per stabilire i rapporti con la comunità saluzzese su nuove basi e su nuovi patti, concedendo maggiore potere e autonomia al Comune stesso. Altre pergamene qui conservate, contenenti soprattutto contratti tra privati, sono quelle già di proprietà del barone Manuel di S. Giovanni, acquisite dal Comune verso la fine dell’Ottocento. Un importante fondo presente in archivio è poi la cosiddetta “Patria marchionale”: questi 27 mazzi, relativi agli anni 1549-1600, sono quanto rimane dell’antico archivio del marchesato di Saluzzo, la maggior parte del quale fu trasferito a Grenoble dopo la partenza dei Francesi nel 1601 e in seguito restituito all’Italia ed ora conservato presso l’Archivio di Stato di Torino.

L’Archivio comprende poi la serie degli Atti del Consiglio, detti un tempo “Ordinati”: la serie, costituita da 56 volumi, registra tutte le deliberazioni del Consiglio e della Giunta municipali relative ai più disparati aspetti della vita comunitaria, dai grandi lavori di edilizia pubblica, alle disposizioni riguardanti gli uffici comunali, alle piccole spese.
Le carte finanziarie, che comprendono i bilanci preventivi, detti un tempo “Causati”, i conti consuntivi, i mandati di pagamento, raccolti in numerosi volumi, informano delle spese sostenute dal Comune e delle entrate realizzate anno per anno.
Una delle più belle serie documentarie è rappresentata dai Catasti, che a Saluzzo comprende i volumi cinquecenteschi e secenteschi, detti “Consegnamenti”, il catasto sabaudo figurato del 1772, realizzato dal geometra Maffei, e quello realizzato a fine ‘800, corredati dai vari Libri delle Mutazioni o Trasporti, i libri cioè su cui venivano registrati i passaggi di proprietà. I Comuni hanno sempre avuto grande cura e attenzione per questo tipo di fonte documenatria per motivi strettamente fiscali, perché tramite il controllo della proprietà fondiaria veniva applicata la relativa tassa, che era una delle più cospicue. Per l’epoca più antica i “Consegnamenti” sono solamente descrittivi, mentre dal 1772 i catasti dispongono, oltre agli elenchi di proprietari e parcelle, di meravigliosi sussidi grafici: le mappe e i libri figurati delle Valbe, delle regioni cioè nelle quali era suddiviso il territorio saluzzese. I volumi dei catasti a Saluzzo vanno dal 1528 agli inizi del XX secolo, percorrendo ben quattro secoli di storia: molti di questi, originariamente in pessime condizioni di conservazione, sono stati recentemente restaurati, per favorirne la conservazione ela consultazione da parte degli studiosi.
L’archivio poi annovera fra i suoi documenti più interessanti il Libro degli Statuti, risalente al 1477, che contiene le antiche leggi scritte della città di Saluzzo, con cui veniva regolata la vita comunitaria nei suoi molteplici aspetti. Il volume è prezioso sia per il contenuto, sia per il suo aspetto esteriore. E’ costituito da 119 carte, scritto su pergamena in grafia precisa e curata con alternanza di inchiostro rosso, usato per i titoli degli argomenti e per le lettere iniziali dei capitoli, e inchiostro nero per il testo delle disposizioni. La copertina è in cartone spesso foderato in cuoio rosso, con borchie in ottone, fornito di lucchetto con il quale, mediante una catenella veniva fissato all’albo pretorio, per renderlo disponibile alla pubblica consultazione. Sono inoltre conservate due successive pubblicazioni a stampa degli Statuti, entrambe del XVI secolo e in carta, che riportano alcune variazioni alle norme scritte nella prima stesura.
Questi sono solo alcuni esempi della ricca documentazione che si può trovare nell’Archivio Storico comunale di Saluzzo. Oltre alle serie fin qui illustrate, che sono solo alcune di quelle presenti, si trovano in archivio singoli documenti estremamente interessanti: bolle papali, disposizioni emanate dai re di Francia corredati da bellissimi e preziosi sigilli in cera, atti di lite di varia natura, di cui quelle per le acque sono numerosissime e continue nel tempo.
Esiste infine in archivio il fondo cartografico, costituito da circa 1500 disegni e mappe, appartenenti per la maggior parte ai secoli XVIII e XIX. Il fondo risulta suddiviso per argomenti (acque, strade, edilizia pubblica, edilizia privata, scuole, caserme, ecc.), ma è attualmente sottoposto ad una nuova fase di schedatura e riordino ed a operazioni di restauro e digitalizzazione, in modo da poterlo rendere, attraverso una migliore conservazione e valorizzazione, totalmente disponibile alla consultazione da parte degli studiosi. Interessanti sono sicuramente le diverse mappe del territorio di Saluzzo e dintorni, ma anche le mappe che riproducono i percorsi dei torrenti e delle “balere”, indispensabili per lo sfruttamento delle acque irrigue da parte degli abitanti del luogo. Inoltre, molto numerose sono anche le piante della città di Saluzzo, grazie alle quali è possibile seguire le trasformazioni urbanistiche della città nel corso dei secoli, e i disegni che riproducono gli antichi palazzi ancora esistenti in città, che spesso nel corso dei secoli hanno subito trasformazioni profonde.Recentemente, l’Archivio Storico ha acquistato presso la Libreria Antiquaria Pregliasco di Torino il “Cartulario dei Frati Minori di San Francesco in San Bernardo di Saluzzo dal 1584 al 1797”. Si tratta di un volume manoscritto (310×220 mm), composto da 356 fogli numerati, compilati in chiara grafia da mani diverse; la copertina è moderna, in cartone rigido con dorso e unghie in finta pelle e titoli in oro. Il cartulario è un’interessante raccolta di documenti, che coprono l’arco temporale che va dal 13 aprile 1584 al 18 febbraio 1797, inerenti il Convento di San Bernardo dei Frati Minori di San Francesco in Saluzzo: le carte testimoniano la crescita, non certo indifferente, della comunità francescana attraverso donazioni, acquisti e permute di edifici, boschi, terreni, vigne e redditi in Saluzzo e in tutto il territorio circostante.

 

Archivio Storico (1883-2 circa – 1953)

La seconda sezione dell’Archivio Storico comunale, come già detto, è organizzata secondo il titolario della circolare Astengo del 1897, e precisamente secondo categorie e classi che rispecchiano le varie funzioni dell’ente. Questa parte comprende documentazione relativa a tutti gli aspetti della vita comunale: particolarmente interessante risulta quella relativa al periodo fascista.
Aggregati a questa seconda sezione dell’Archivio Storico comunale vi sono poi l’Archivio dell’Opera Pia per gli Orfani di Guerra, l’Archivio del Patronato per i Liberati dal Carcere, l’Archivio dell’Orfanotrofio femminile di Saluzzo , che comprende anche gli archivi di due importanti famiglie saluzzesi, i Saluzzo della Manta e i Giraud, e l’Archivio della Pro Saluzzo.Infine, sono schedati su supporto informatico numerosi altri archivi storici aggregati, appartenenti ad Enti quali l’Opera Nazionale di Maternità e Infanzia (O.N.M.I.), l’Ufficio Conciliazione, l’Ufficio d’Insinuazione poi Ufficio del Registro, la Commissione Distrettuale e Mandamentale per le Imposte, il Tribunale di Saluzzo, l’Ospizio Marino Piemontese, la locale Scuola di Arti e Mestieri, i numerosi Consorzi stradali ed irrigui, i Consorzi per i ripari al Po, i Consorzi per la costruzione della tramvia e della ferrovia, tutti operanti, questi ultimi, nell’ambito del territorio saluzzese.

Infine, sia l’Archivio dell’Orfanotrofio Femminile che quello della Scuola di Arti e Mestieri di Saluzzo comprendono due importanti fondi librari, costituenti un tempo le biblioteche dei due Enti.

ALTRI ARCHIVI CONSERVATI IN COMUNE

Sono poi conservati alcuni archivi privati, donati dalle famiglie al Comune, per renderli disponibili alla libera consultazione da parte degli studiosi: l’archivio del pittore Matteo Olivero, l’archivio del pittore Giulio Boetto, parte dell’archivio della famiglia Aliberti di Saluzzo, l’archivio della famiglia Drago di Villanovetta e la Collezione Prof. Cima.

Sono infine depositati in Comune altri due importanti archivi per lo studio della storia locale:l’archivio della Camera del Lavoro di Saluzzo, completamente riordinato, che contiene documentazione importante per lo studio delle condizioni economiche e sociali del Saluzzese, soprattutto per il periodo fascista, e l’archivio della Congregazione di Carità e Regio Ospedale di Saluzzo, in cui si trovano documenti molto antichi e preziosi, tra cui molti appartenenti all’archivio dei Cavassa, importante famiglia saluzzese al tempo del marchesato.

 

Altri archivi a Saluzzo

Un altro importante archivio per la storia della città è l’archivio della famiglia Tapparelli d’Azeglio, conservato presso l’Opera Pia Tapparelli, fondata dal marchese Emanuele Tapparelli d’Azeglio alla fine dell’800. L’archivio, molto ricco ed antico, grazie ad un accordo con il comune di Saluzzo, è stato recentemente riordinato ed informatizzato ed è a disposizione della consultazione, con l’assistenza del personale dell’Archivio Storico comunale.

Per completare la storia della città, molto importanti risultano i fondi documentari conservati presso la Biblioteca Civica (fondo Muletti e fondo Manuel di S. Giovanni) e gli archivi ecclesiastici (l’Archivio della Curia vescovile – Saluzzo è sede di Vescovado dal 1511- e l’Archivio del Capitolo della Cattedrale, nel quale si trova il piccolo, ma prezioso archivio della Confraternita del Gonfalone).