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Presentazione del libro «Maria Rosa Ravera Aira. Le stagioni dell’arte» e inaugurazione della mostra antologica

Sabato 2 marzo, presso la Castiglia di Saluzzo, si terrà un doppio appuntamento con l’arte della pittrice Maria Rosa Ravera Aira.

Alle ore 17,30, alla presenza dell’artista, si svolgerà infatti la presentazione del libro «Maria Rosa Ravera Aira. Le stagioni dell’arte», scritto da Anna Cavallera, con prefazione di Angelo Mistrangelo, cui seguirà l’inaugurazione della Mostra Antologica della pittrice.

Il doppio evento, promosso ed organizzato dall’Associazione culturale Carlo Sismonda Onlus – Centro Studi per la valorizzazione degli artisti della Provincia di Cuneo, presieduta da Mario Abrate, intende presentare la vita e l’arte della pittrice buschese, classe 1924, attraverso un percorso visivo e letterario capace di coniugare memorie storiche e pittoriche che si srotolano tra le pagine del libro e trovano conferma sulle tele dell’artista.

IL LIBRO
Il libro di Anna Cavallera dal titolo «Maria Rosa Ravera Aira. Le stagioni dell’arte», edito da Primalpe, è un ensemble fra monografia e biografia. Accompagnato da un’approfondita introduzione del critico d’arte Angelo Mistrangelo, ripercorre, capitolo dopo capitolo, l’esperienza umana e artistica della pittrice Maria Rosa Ravera Aira, attraverso un viaggio che si snoda tra arte, storia e personaggi, soffermandosi su situazioni, stati d’animo e ricordi che emergono di volta in volta tra dipinti e narrazione, «come brani di un diario non concluso – scrive Mistrangelo – scandite da segni, impressioni e da una scrittura che travalica la realtà quotidiana per consegnare e consegnarci affetti, sottili inquietudini e il profondo amore per l’arte.»
Pagina dopo pagina, attraverso una narrazione incalzante, il testo restituisce la personalità della protagonista, donna artista, docente di Disegno e Storia dell’Arte fin dai primi decenni del Novecento in varie sedi scolastiche, sempre di corsa fra un treno e una corriera, una coincidenza mancata, e tanti passi nella neve. Nei dipinti, nei disegni e nel racconto di quegli anni la neve è un mantra, un ritornello meraviglioso che ha scandito e colorato i passi, i giorni, i dipinti. Una candida, costante presenza che, sin dall’inizio del libro, tratteggia come in uno schizzo, una pagina dolcissima della sua giovinezza: l’incontro in una Cuneo innevata, nell’inverno del 1940, fra una collegiale e un baldanzoso e aitante Giorgio Bocca, “il suo primo cavaliere” in forze nella Caserma della città…
La narrazione prosegue presentando una personale «lettura» dell’esistenza, un’interiore reinterpretazione della natura, un universo di accadimenti che vanno dalle prime mostre collettive, alle «sociali» della Promotrice al Valentino, dalla Galleria della Cassiopea a Torino, alla Provincia di Cuneo, da Palazzo Salmatoris di Cherasco e dal Museo Civico «Antonino Olmo» di Savigliano a Palazzo Samone a Cuneo.
Queste rassegne costituiscono solo alcune delle numerose presenze in cui la Ravera Aira ha dialogato con il pubblico dinanzi ai suoi dipinti dai toni Fauves, con i critici d’arte Marziano Bernardi e Miche Berra, Adalberto Rossi e Angelo Mistrangelo, attraverso una visione del vero definita mediante il rapido e avvolgente tratto della matita, il tocco luminoso e atmosferico dell’acquerello e la più materica pittura ad olio, composta e risolta con una calibrata e misurata resa d’insieme.
La disamina di Anna Cavallera ripropone cronache e fatti della vita della pittrice, dall’infanzia a Savigliano al periodo torinese, la vigilia di Natale a Casa Francotto, oltre alle amicizie da cui emergono rapporti con personaggi e personalità che hanno reso vivace il dibattito culturale di quei tempi: l’affinità con il prof. Olmo, preside del Liceo Arimondi di Savigliano di cui è rimasto un fedele ritratto nelle sale del museo a lui dedicato, con il giornalista
Miche Berra, con l’architetto Albino Arnaudo.
La narrazione dedicata al ciclo grafico «I martiri del 14 settembre 1944», evidenzia la straordinaria energia pittorica dell’artista, fissata con un segno graffiante e penetrante, mentre seguono e si alternano come momenti di un’epica minima le figure degli artisti conosciuti ed apprezzati tra Torino e la Provincia Granda, Lalla Romano, Emma Savanco e Carol Rama. Il testo conduce nella lettura iconografica di molte opere, ne indaga le declinazioni, restituisce le conversazioni, i pensieri, le intuizioni che hanno accompagnato il percorso creativo, l’amore esclusivo ed assoluto per l’arte, presenza ed istanza dolce ed amara, capace di creare ogni giorno emozione e scopo; frammenti colorati della vita nella casa di Busca, dove con i suoi disegni ha trasformato le stagioni in colori, nelle linee di una grafia armoniosa e fluida e in un linguaggio che trova riscontri e riferimenti con il territorio e le acque del Maira.

LA MOSTRA
Allestita negli ambienti del primo piano della Castiglia di Saluzzo, la Mostra Antologica vuol essere l’occasione per presentare al pubblico saluzzese l’artista Maria Rosa Ravera Aira, da sempre apprezzata dalla critica e dal pubblico, personalità nota del panorama artistico piemontese.
La rassegna, curata da Anna Cavallera ed organizzata dall’Associazione culturale Carlo Sismonda Onlus – Centro Studi per la valorizzazione degli artisti della Provincia di Cuneo, vanta il patrocinio del Comune di Saluzzo e la collaborazione del Comune di Busca.
In esposizione si potranno ammirare oltre settant’anni di pittura, scanditi attraverso un excursus espositivo per generi e tematiche, privo di intenti didattici, ma capace di ripercorrere la lunga ed apprezzata carriera artistica, offrendo uno spaccato storico socio-culturale del contesto artistico provinciale e territoriale dell’ultimo secolo.
Maria Rosa Ravera Aira è attenta paesaggista ed abile acquerellista, così come sa rendere i soggetti con le tecniche del pastello e della pittura ad olio. Grazie alla profonda sensibilità ed empatia, la Ravera Aira è anche capace ritrattista, in grado di cristallizzare sulla tela i più sottili e profondi mutamenti dell’animo, sottolineando con leggeri tocchi cromatici le lievissime variazioni di uno sguardo o il dolce profilo di un volto.
Il progetto espositivo, dal carattere antologico, propone una selezione di un centinaio di opere suddivise nelle varie sale espositive in base alle tematiche ed alle differenti tecniche pittoriche che spaziano dagli acquerelli agli oli, dalle chine ai disegni con grafite e pastelli, sino alle pregevoli serie di ceramiche colorate.
Grazie alla collaborazione con il Comune di Busca il percorso espositivo sarà arricchito da un prezioso ciclo pittorico costituito da quattordici disegni, acquerelli e chine, aventi per titolo “I martiri del 14 settembre 1944”, realizzati dalla pittrice nel 1994 per commemorare il cinquantesimo anniversario della tragica vicenda e poi donati alla Città di Busca il 26 aprile 2010, in occasione del 60° Anniversario della Liberazione.
La straordinaria serie, nata come Cartella di un ciclo grafico, rappresenta una sensibile e personale interpretazione dei drammatici fatti che portarono alla fucilazione, la sera del 14 settembre 1944 alle ore 20.00, di Don Costanzo Demaria, religioso nato a Dronero nel 1881 e, per 36 anni, parroco della frazione di San Chiaffredo di Busca.

La mostra è allestita presso La Castiglia (piazza Castello, 1 – Saluzzo) e sarà visitabile dal 2 marzo al 7 aprile 2019 nei seguenti orari di apertura al pubblico:

  • lunedì, giovedì, venerdì e sabato 10-13/14-18;
  • domenica 10-13/14-19

INGRESSO Libero

Per info e prenotazioni: Ufficio Turistico IAT, tel. 0175.46710 | iat@comune.saluzzo.cn.it

INFO
Associazione culturale onlus Carlo Sismonda, via Carlo Costa, 22 – 12035 Racconigi | associazionesismonda@gmail.com

 

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