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L’intervento del Sindaco nel convegno “PASsi avanti”

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Venerdì 14 febbraio 2020 alle ore 14,30 presso l’Antico Palazzo Comunale si è tenuto il convegno “PASsi avanti” in cui si è dibattuto sul contributo dei lavoratori stagionali alla frutticoltura cuneese, sulle problematiche di accoglienza e sulle prospettive di sviluppo, ed è stato presentato il progetto “La buona terra”, finanziato con i fondi F.A.M.I.
L’iniziativa ha visto la partecipazione di: Regione Piemonte, Coldiretti, Confcooperative, Consorzio Monviso Solidale, CGIL, CISL, Cooperativa Armonia, Confagricoltura, Caritas di Saluzzo, Fondazione CRC, Fondazione CRT, I.L.O. e la Compagnia di San Paolo. Le moderazione dei vari interventi è stata affidata a Michele A. Fino, Professore Associato di Fondamenti del Diritto Europeo – UNISG, mentre l’ On. Chiara Gribaudo ha tenuto le considerazioni finali.

Il convegno è stato introdotto dal Sindaco di Saluzzo, Mauro Calderoni, con l’intervento che riportiamo qui di seguito:

«PASsi AVANTI è l’occasione per raccontare un percorso di crescita, non dovuto o imposto dalla normativa vigente, ma dall’etica che sempre dovrebbe permeare l’agire politico e sociale.
Abbiamo voluto raccontare, numeri alla mano, cosa è accaduto e cosa è stato fatto di concreto in un tempo in cui il settore agricolo sta vivendo una trasformazione epocale, su cui si innestano la perdurante chiusura di mercati strategici e la concorrenza, a volte sleale, di paesi, ma anche di territori a noi vicini, che fondano la loro competitività su regole più lasche, carichi fiscali e contributivi minori, quando non del tutto, ahimè, sullo sfruttamento dell’uomo e dell’ambiente.
Gli anni recenti si sono caratterizzati per un flusso di lavoratori stagionali africani senza precedenti, una massa inattesa che ha generato diversi nodi sociali ed economici. A questa emergenza, esplosa senza preavviso dieci anni fa, la comunità saluzzese nel suo complesso (istituzioni – poche per la verità – enti, imprese e volontariato), ha risposto incentivando l’accoglienza presso le aziende agricole (ricordo le semplificazioni in materia urbanistica che permettono di utilizzare fabbricati strumentali per l’alloggiamento della manodopera senza necessità di cambio di destinazione d’uso) e creando dal nulla una rete di strutture, progressivamente ampliata, in grado di ospitare coloro che non trovano sistemazione presso il datore di lavoro.
Il cambiamento vero non è istantaneo, necessita di tempo e perseveranza. Alla retorica urlante, la rete del saluzzese ha preferito la via del lavoro silenzioso in mezzo ad una marea montante di critiche, nonché di paragoni impropri con altre realtà che versano in stati di totale degrado e di illegalità diffusa.
Soluzioni alloggiative minime. Assistenza legale. Mediazione culturale. Controlli costanti delle Forze dell’Ordine per impedire l’insinuarsi nella comunità degli stagionali di fenomeni di illegalità ed ispezioni ricorrenti sui luoghi di lavoro. Servizi sanitari. Tentativo di incrociare domanda ed offerta di lavoro. Ed i risultati si vedono. Rispetto al 2018 il PAS ha dato ospitalità a più lavoratori e, aspetto fondamentale, ha registrato un numero significativamente maggiore di contratti.
Questo mette in evidenza la relazione tra le condizioni dignitose di soggiorno, create su base volontaria da molteplici soggetti istituzionali e non, la creazione di un sistema di supporto ai lavoratori stagionali ed il consolidamento di un contesto di legalità: un aspetto che ci rende soddisfatti e non poco! Non fosse altro perché si tratta di un’esperienza spontanea, nata dal basso, autogestita anche dal punto di vista della sostenibilità economica.
I dati illustrati, raccolti dai tanti soggetti che a vario titolo partecipano al nostro tavolo che mi piace definire di “buona volontà”, sono parte di un processo di crescita: sono passi avanti in un percorso molto accidentato, ma che è stato affrontato con coraggio e dedizione. Rimangono senza dubbio zone d’ombra e problemi: saranno affrontati con impegno e rigore, ben sapendo che gli attori di questo tavolo hanno obiettivi in parte divergenti, ma sappiamo di dover necessariamente collaborare, per evitare derive peggiori in una situazione già fin troppo complessa.
Su tutto prevale il dato che il lavoro svolto fin qui può essere portato ad esempio di progresso economico e sociale collettivo. Nell’Italia di oggi, attraversata dalla retorica della paura che spacca le comunità, i dati presentati sono un punto d’osservazione privilegiato su un realtà articolata e che tenta di essere diversa, in cui si fondano il lavoro – unico strumento in grado di creare ascensione civile, oggi come sempre – amministrazione responsabile e investimento sociale, pubblico e privato.
Il nostro impegno però non può dirsi esaurito: credo dobbiamo fare ogni sforzo per insediare una cabina di regia pubblico-privata territoriale per riflettere complessivamente sulle criticità del settore e cercare di prevenire le emergenze invece di subirle, per cogliere le opportunità laddove ve ne siano, per fare sistema nel relazionarci con le Istruzioni superiori. Non è più sufficiente stupirsi del fatto che il legislatore non metta mano ad una questione che è sempre più macroscopica, a cominciare dall’effetto decreti (in)sicurezza a causa del quale l’anno prossimo ci saranno molte meno persone contrattualizzabili, con un duplice effetto:
1. Rischio illegalità e microcriminalità crescente
2. Riduzione del bacino legale della manodopera disponibile
Finalmente il nostro impegno e la nostra serietà cominciano ad essere apprezzati:
1. penso ai 3 progetti FAMI approvati sul saluzzese. Il “Fondo asilo migrazione e integrazione” istituito dalla UE per promuovere una gestione integrata dei flussi migratori finalizzata a rafforzare e sviluppare il sistema europeo di asilo, sostenere la migrazione legale verso gli Stati membri in funzione del loro fabbisogno economico ed occupazionale, promuovere l’effettiva integrazione dei cittadini di Paesi terzi nelle società ospitanti ed infine contrastare l’immigrazione illegale
2. penso alla collaborazione con ILO, l’Organizzazione Internazionale del Lavoro, l’agenzia delle Nazioni Unite, che si occupa di promuovere il lavoro dignitoso: un’agenzia di livello addirittura sovranazionale che decide di accendere un faro sul saluzzese, ridandoci la dignità che alcuni ci hanno negato e riconoscendo il nostro grande lavoro di rete e l’esistenza di un tessuto sano
3. penso al progetto “Lavoro stagionale – dignità e legalità” avviato dalla Fondazione “Osservatorio Agromafie”, insieme a Coldiretti e Anci per migliorare la disciplina e gestione del lavoro stagionale, per assicurare condizioni di lavoro dignitose e legali, e, al tempo stesso, consentire alle imprese agricole di sostenere la concorrenza internazionale in cui il saluzzese è coinvolto e che verrà illustrato ‪martedì 18 febbraio a Roma‬ alla presenza di Ettore Prandini, Gian Carlo Caselli, Enzo Bianco e dei Ministri Teresa Bellanova, Alfonso Bonafede, Nunzia Catalfo, Luigi Di Maio e Luciana Lamorgese.
Nessun risultato è però acquisito definitivamente perché continuiamo a muoverci sul piano dell’informalità e del volontariato. Continuiamo quindi, pur nelle legittime differenze, a camminare insieme!».