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La Castiglia

Indirizzo
Piazza Castello, 1 - 12037 Saluzzo - mappa
Ingresso
Euro 8, ridotto Euro 5
Telefono
800 942241
Email
Orari di apertura (dal 1 marzo al 31 ottobre)
(dal 1 novembre al 6 gennaio solo domenica e festivi 10 - 13 e 14 - 18. Chiuso dal 7 gennaio al 28 febbraio)
Giorno Orario
Lunedì10-13 e 14-18
Giovedì10-13 e 14-18
Venerdì10-13 e 14-18
Sabato10-13 e 14-18
Domenica10 - 13 e 14 - 19 (valido anche per i festivi)

Da qualunque punto si arrivi in città, guardando verso la sommità della collina non si può fare a meno di essere affascinati dalla maestosità dell’antico Castello dei Marchesi, che sovrasta il borgo medievale e si staglia dalla prestigiosa cornice del Monviso.
Culmine della città vecchia, sin dalla costruzione la Castiglia rappresenta l’espressione più alta del ruolo di piccola ma insigne capitale che Saluzzo ebbe a ricoprire per quattro secoli.

La costruzione del castello di Saluzzo, voluta dal marchese Tommaso I, è databile tra il 1270 e il 1286 sulla base di precedenti fortificazioni. Il nome popolare Castiglia, deriva probabilmente dal plurale latino castella (“i castelli”) e allude forse al complesso di edifici fortificati, attestato sin dal 1120. La collocazione alla sommità del borgo rispondeva alle esigenze residenziali della famiglia marchionale e garantiva un diretto controllo politico e militare sulla città.
Originariamente, la Castiglia si presentava come una rocca a pianta quadrangolare, circondata da una cortina di mura con quattro torri cilindriche sporgenti verso l’esterno. Successivi interventi di modificazione ne mutarono completamente la struttura: il primo fu compiuto dal marchese Ludovico II (1475-1504), che volle trasformare la fortezza in dimora signorile sul modello delle altre corti italiane del Rinascimento, in occasione delle proprie nozze con Margherita di Foix (1492). A quest’epoca risale il massiccio torrione circolare; che reca alla sommità tondi decorati, in cui sono ancora visibili lo stemma di Saluzzo e l’effige di un’aquila imperiale. Gli affreschi interni monocromi (grisaille), completamente perduti, sono testimoniati dagli scritti dello storico locale Delfino Muletti (1831).

L’occupazione francese del Marchesato (1549-1588) e la successiva annessione al Ducato di Savoia comportavano la decadenza e il degrado della Castiglia; che aveva perso anche valore strategico con l’importanza crescente dell’artiglieria. Durante la dominazione francese (fine ‘700) fu adibito a sede del Governatore del Marchesato e a caserma del presidio. All’inizio del secolo successivo, l’edificio era ormai gravemente degradato per la mancata manutenzione. A conclusione di una lunga parabola discendente, nel 1825 iniziarono i lavori per ridurre l’antico maniero a prigione, funzione che d’altronde aveva già svolto nel XVIII secolo: la trasformazione comportò la ricostruzione del corpo principale e la conseguente distruzione delle decorazioni quattrocentesche. Si salvarono soltanto due frammenti di affreschi, asportati durante i lavori: una Madonna con
Bambino ed una Deposizione, riacquistati dal marchese Emanuele Tapparelli D’Azeglio per il museo di Casa Cavassa, allestito a fine ‘800.

Dal 2006 il complesso è stato oggetto di un lungo e attento restauro, per restituirlo alla fruizione pubblica: i suoi ampi locali ospitano l’archivio storico, aree destinate alla ristorazione d’eccellenza, e de spazi museali, il Museo della Civiltà Cavalleresca e il Museo della Memoria Carceraria.

Museo della Civiltà Cavalleresca

Al 3° piano della manica ottocentesca, un nuovo allestimento multimediale presenta, alla luce della storia europea, i tratti salenti dell’identità culturale espressa dai Marchesi di Saluzzo e dai ceti dirigenti a loro collegati fra XII e XV secolo.

Il Museo si articola in 11 sale, ognuna delle quali illumina un aspetto o un momento significativo della società cavalleresca e cortese del Marchesato, presentando uno o più personaggi chiave: matrimoni, carriere ecclesiastiche e militari, riferimenti letterari collocano Saluzzo al centro di un sistema di relazioni di volta in volta con il Papato, l’Impero,il regno di Francia, gli Angioini, gli stati grandi e piccoli della Penisola.

Museo della Memoria Carceraria

La Castiglia, come istituzione penitenziaria, ha attraversato gran parte della storia nazionale: dal Risorgimento all’Unità, dal fascismo alla Repubblica sino alla sua chiusura nel 1992, a ciascuna di queste fasi storiche hanno corrisposto diverse concezioni della pena e diverse scelte di politica criminale. Allestimenti di grande impatto emotivo, sostenuti da una documentazione d’archivio di ineccepibile rigore scientifico, concorrono a proporre un inedito percorso museale di indubbia suggestione nella sequenza della antiche celle di isolamento al piano seminterrato.

Personaggi famosi, reclusi e funzionari, pericolosi briganti e poveri marginali compongono la storia del primo carcere moderno del regno sabaudo attraverso un allestimento multimediale che si propone di coinvolgere il pubblico anche dei non esperti e dei giovani.

Una riflessione a 360 gradi sul carcere, sul suo significato storico per le moderne democrazie e sui suoi infiniti rapporti con l’arte, il cinema e la letteratura.

Immagini

Ultima modifica: 17 Giugno 2021 alle 15:57
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